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Cenni storici

 

La cittadina di Monteroni è disposta a semicerchio intorno al capoluogo leccese, dal quale dista circa 7 km.

 

Recenti scoperte archeologiche, comunque, avvalorando le scarse notizie fornite da Plinio e Strabone, fanno ritenere che forse l’origine del paese risalga ad epoca romana.

 

Varie ipotesi, infatti, sono state formulate circa l’origine del suo nome. La più diffusa è quella che fa derivare il nome da mons (monte) e tyronum (delle reclute). Il casale sarebbe di origine romana ed indicherebbe un’altura dove le reclute si esercitavano prima di diventare soldati effettivi dell’esercito romano.

 

Tuttavia il nome Monteroni potrebbe avere un’altra origine: composto da due termini e cioè da mont (monte) e taurus, radice di derivazione illirica che indica “rialzo del terreno”.

 

Poiché il riferimento non trova riscontro nella leale morfologia del terreno, è probabile che il termine si riferisca alle increspature del suolo, tipiche di questa zona.

 

Dopo la caduta dell’Impero Romano, il centro fu conquistato dai Saraceni e dai Barbari. I primi documenti storici si hanno a partire dal XII secolo.

 

Successivamente, nei Registri Angioini, furono annotate alcune notizie riguardanti la vita feudale del Casale di Monteroni.

 

Nel XII secolo appartenente alla Contea di Lecce. Nel 1115 il conte Goffredo II donò il feudo di Monteroni, Vernole ed altri casali, al vescovo di Lecce.

 

I primi feudatari furono i DE CREMONA, che acquistarono il feudo per tre generazioni. Nel 1283 subentrò il Cavaliere Sparano di Bari, che in breve tempo cedette il feudo a Gentile di Cosenzia. Gli succedette Roberto Montoroni ed i signori Martirano.

 

Da questi ultimi, per difetto di prole, Carlo V passò il feudo al Contado di Castro, tenuto dalla famiglia Gattinara fino al 1594. Antonino Gattinara morì senza discendenza maschile. Il feudo di Monteroni e la Contea di Castro passarono a Lucrezia Gattinara, sorella di Antonino, alla quale succedette il marito Francesco Ruiz De Castro, Conte di Lemos. Da questi passò a Pietro Fernandez di Castro, poi a Rosa Maria de Castro-Lemos ed infine a Gioacchino Diego Lopez de Zunica, ultimo feudatario della città.

 

Morì senza eredi il 10 Settembre 1777 ed i beni feudali di Monteroni e di Castro passarono alla Regia Corte e da questa al Regio Demanio.

 

Il feudo fu ceduto ai Lopez y Royo nel 1663. Questi trasformarono l’antica fortezza in palazzo nobiliare, costruirono l’attuale Torre dell’Orologio e la cappella della SS. Sacramento nella Chiesa Matrice.

 

Il feudo fu soppresso nel 1806; Monteroni seguì le vicende del Regno di Napoli ed infine quelle nazionali, versando alla Patria un tragico contributo di sangue di suoi cittadini nelle due guerre mondiali.

 

Historical notes

 

The town of Monteroni is in a semicircle around the City of Lecce, which is about 7 km far. Recent archaeological discoveries suggest that perhaps the origin of the town dates back to Roman times.


Various hypotheses have been formulated about the origin of its name. The most widespread one is that the name derives from the Latin ‘mons’ (mountain) and ‘tyronum’ (of the recruits). The hamlet has a Roman origin and indicates a hill where the recruits practiced before becoming soldiers of the Roman army.


However, another hypothesis is that the name Monteroni may have another origin; it is composed of two terms: ‘mont’ (mountain) and ‘taurus’, an Illyrian derivation root which means "raising of the ground". Since the reference has not correspondence in the morphology of the soil, it is likely that the term refers to the ripples of the soil, typical of this area.


After the fall of the Roman Empire, the centre was conquered by the Saracens and Barbarians. The first historical documents date back to the XII century.


Later on is it possible to find some news about the feudal life in Monteroni in the Angevin Registers.
In the XII century Monteroni belonged to the County of Lecce. In 1115 Count Goffredo II donated the feud of Monteroni, Vernole and other hamlets to the Bishop of Lecce.


The first feudal lords were the De Cremona who bought the feud for three generations. In 1283 the Knight Sparano di Bari took over but in a short time he gave the feud to Gentile di Cosenzia. He was succeeded by Roberto Montoroni and the lords Martirano.


From the latter, due to lack of offspring, Carlo V gave the feud to the Contado di Castro, held by the Gattinara family until 1594. Antonino Gattinara died without male descendants. The feud of Monteroni and the County of Castro passed to Lucrezia Gattinara, sister of Antonino, who was succeeded by her husband Francesco Ruiz De Castro, Count of Lemos. From him it passed to Pietro


Fernandez di Castro, then to Rosa Maria de Castro-Lemos and finally to Gioacchino Diego Lopez de Zunica, the last feudal lord of the city.
He died without heirs on 10th September 1777 and the feudal properties of Monteroni and Castro passed to the Regia Corte and from there to the Regio Demanio.
The feud was ceded to the Lopez y Royo in 1663. They transformed the ancient fortress into a noble palace and also built the Clock Tower and the chapel of the Holy Sacrament in the Mother Church.
The feud was suppressed in 1806; Monteroni followed not only the vicissitudes of the Kingdom of Naples but also the national vicissitudes, paying a tragic contribution in terms of lives in the two World Wars.

Il sito istituzionale del Comune di Monteroni di Lecce è un progetto realizzato da Parsec 3.26 S.r.l.

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